Nel secolo scorso l’energia elettrica ha determinato lo sviluppo della società industriale . Oggi internet e le altre tecnologie dell’informazione stanno cambiando la nostra vita grazie alla loro capacità di farci comunicare ovunque siamo in modo interattivo. I telefoni cellulari sono la tecnologia di comunicazione più diffusa: nel 1991 c’erano 16 milioni di cellulari, oggi nel 2007 sono più di 2,3 miliardi, su una popolazione di 6,4 miliardi di persone. E anche se sono diffusi in modo diseguale, possiamo dire che oggi i cellulari sono diventati un tratto caratteristico della nostra epoca, addirittura oserei dire, sembrano essere un nuovo organo vitale acquisito dal nostro corpo umano. Per fortuna la storia della tecnologia insegna che le persone si appropriano di ogni invenzione, adattandola ai loro bisogni. E se certi strumenti non gli servono, semplicemente non li comprano. In molti casi, come è successo per internet e i cellulari, sono gli utenti a sviluppare le applicazioni, dalla posta elettronica alle chat fino agli usatissimi sms, che all’inizio erano considerati una funzione secondaria dei telefonini, ora sono diventati la funzione preferita e primaria per la comunicazione … come mai?
Dunque i cellulari sono diventati uno strumento (se non la causa) di una straordinaria trasformazione sociale in corso su tutto il pianeta. L’impatto del telefonino sulla vita familiare, per esempio, ha stravolto l’organizzazione basata sul pater familias e sugli orari rigidi della vita comune. La famiglia oggi è un insieme di individui, ognuno con un lavoro, degli impegni, una rete di relazioni sociali e degli orari in continuo cambiamento. Le ricerche dimostrano che il telefonino aiuta a coordinare e a concordare gli incontri e le attività di tutte le persone che fanno parte della famiglia. C’è di più: la maggiore autonomia dei bambini, riflesso dell’ individualismo libertario dei genitori e dell’ aumento dei loro impegni, non crea ansia anche perché le madri possono chiamare in ogni momento i bambini ( e viceversa). E’ un modello di autonomia con una rete di sicurezza.
Sono queste abitudini familiari ad aver contribuito alla diffusione del cellulare al di là dell’ uso professionale per cui era stato concepito inizialmente. Ecco come si spiega, per esempio che in Italia il 50 per cento dei bambini dai dieci ai quattordici anni ha un telefonino, e così nel resto d’Europa. Ma i bambini e i giovani fanno uso del telefonino che va oltre i confini familiari,, trasformandolo in un elemento fondamentale della loro vita nella comunità virtuale. La cultura giovanile si basa, come sempre, sul rapporto privilegiato di sostegno e comunicazione tra amici della stessa età per fare fronte comune contro gli adulti, la caratteristica del nostro tempo è che il cellulare e internet permettono di mantenersi in contatto costante. Un sms o una chiamata equivalgono a dire che si è vicini, rafforzando il modo di essere e di condividere la vita. Fino al punto di far nascere un linguaggio specifico, che gli esperti hanno denominato TEXTING, nato per riuscire a comprimere la vita nei 160 caratteri dello schermo del cellulare e poi diventato una vera è propria lingua. Il maggior pregio del cellulare è che ci permette di comunicare con gli amici, l’ ambiente di lavoro e il mondo in qualsiasi momento e luogo, più che il fatto di poterlo usare quando siamo in movimento. In realtà la maggior parte delle chiamate fatte con il telefonino partono da casa, dal lavoro o da scuola, cioè da luoghi dove andiamo spesso e dove c’è un telefono fisso. Così si trasformano il tempo e lo spazio della stessa vita. Il tempo si comprime all’infinito perché accumuliamo cose da fare ovunque ci troviamo: non c’è spazio per l’ inattività. Anche alla fermata dell’ autobus o nella sala d’ attesa del medico possiamo comunicare con tutti. Il lavoro invade il tempo libero, l’ informazione non smette di accumularsi nel nostro cellulare, la casa e l’ ufficio si sovrappongono nelle reti della comunicazione. Se possiamo collegarci alle nostre reti di comunicazione e da lì alle reti di tutto il mondo, possiamo organizzare manifestazioni e diffondere proclami. Non si tratta di speculazioni futurologiche. Sappiamo che non siamo mai isolati, che facciamo sempre parte di una rete di comunicazione, dovunque ci troviamo. E che siamo sempre rintracciabili, naturalmente. Addio alla solitudine. Comunichiamo, quindi esistiamo. La nostra vita si esprime attraverso le nostre reti. Siamo mobili anche se siamo immobili. Il vortice delle nostre speranze, dei nostri timori delle nostre realtà gira di continuo, aspettando sempre una chiamata anche se è solo uno squillo.